Previsti dieci giorni per effettuare i lavori che permetteranno di riaprire il "Palaghiaccio" di Aosta
Scritto da redazione sportvda.it Mercoledì 29 Giugno 2011 18:00
Stage estivi saltati, centinaia di atleti che sono dovuti "emigrare" a Courmayeur o fuori Valle e tante, troppe, figuracce che potrebbero anche trasformarsi in qualcosa di peggio.
Queste le conseguenze dell'improvvisa chiusura del "Palaghiaccio" di Aosta dopo che è stato reso pubblico la mancanza del "certificato di prevenzione incendi" dell'impianto, di proprietà del Comune di Aosta e gestito dal gennaio 2009 dalla società "Living srl" di Châtillon, unica a presentarsi alla gara d'appalto nel 2008.
Per ottenere il certificato che permetta la riapertura del "Palaghiaccio" è necessario effettuare alcuni lavori urgenti, soprattutto sull'impianto elettrico e sugli impianti termici, per una stima di circa 100mila euro che il Comune, sulla base dei cronoprogrammi presentati dalle diverse ditte, ha stimato in dieci giorni, ipotizzando quindi la ripartenza dell'attività per lunedì 11 luglio: «io non posso dare garanzie su questa data - spiega a sportvda.it Pierpaolo Renò, amministratore delegato della "Living" - perché non sono io a gestire questi lavori. Il Comune ha fatto le sue valutazioni e mi ha dato questi tempi. Non posso però sapere se, mentre vengono eseguiti questi lavori, oltre alle necessarie verifiche ed alla "messa a norma" di altri impianti si scoprano altre problematiche che posticipino l'emissione, da parte dei Vigili del fuoco del certificato di prevenzione incendi. Alle condizioni attuali, ed il sindaco Bruno Giordano è d'accordo con me, non si apre se non abbiamo il certificato».
L'aspetto curioso è che il certificato in questione è scaduto nel 2007, dopo gli oltre due anni di lavori che avevano permesso la riapertura dell'impianto sportivo nel 2005. Quando la "Living" aveva iniziato la sua gestione, vincendo la gara d'appalto per una struttura pubblica che non era quindi agibile, la situazione era disastrosa: «il precedente gestore, forse per un dispetto - ricorda Renò - aveva distrutto l'impianto elettrico del ristorante e, lasciando i tubi pieni d'acqua, dopo le gelate dell'inverno del 2008, l'impianto per la realizzazione del ghiaccio era tutto rotto. Insomma, il "Palaghiaccio" era ridotto ad un colabrodo e non c'era nulla che funzionava come doveva. Il Comune ha proceduto a cambiare le valvole, mentre noi, per poter far pattinare, abbiamo proceduto alla riparazione delle caldaie, dell'impianto elettrico e, visto che lavoriamo molto nel settore del pattinaggio artistico, abbiamo cambiato l'impianto audio, che aveva solo una cassa funzionante. Il mio legale mi aveva consigliato di restituire le chiavi e di lasciare perdere, ma secondo me questa struttura ha delle buone potenzialità».
Renò ha scritto numerose lettere sollecitando gli interventi di manutenzione al Comune di Aosta, ricordando il "certificato di prevenzione incendi" scaduto, ma non ottiene nessuna risposta né dalla parte politica né da quella tecnica, fino a quando decide di non pagare più l'affitto, dopo aver proceduto, a sue spese, anche al ripristino degli impianti e dei locali del bar e del ristorante, soldi che devono essere rimborsati dal Comune al gestore: «a quel punto ci siamo incontrati con il sindaco - evidenzia Renò - che è rimasto stupito anche lui del fatto che sia stata fatta una gara con il "certificato di prevenzione incendi" scaduto e si è immediatamente interessato per risolvere la questione». Ma qualche giorno fa Renò decide di non aspettare oltre e, dopo essere venuto a conoscenza del fatto che la notizia della mancanza del certificato è diventata ormai pubblica ed a suoi dipendenti sono arrivate voci di presunti "nuovi" gestori della struttura, ritira la sua disponibilità a rischiare penalmente in prima persona e chiude, o meglio non riapre, il "Palaghiaccio", mettendo nei guai, ad esempio, il "Genova Ice club", che aveva organizzato ad Aosta stage estivi di pattinaggio agonistico da oltre seicento euro a persona «costretti ad elemosimare qualche ora di pista a Courmayeur» o anche l'associazione "Artistique H.i.l. Vallée d'Aoste" di Aosta che aveva programmato, tra giugno e luglio, due stage con il pattinatore russo Alexei Umanov, che avevano raccolto un centinaio di iscritti e che è stata costretta ad annullarlo «perché non abbiamo reali garanzie sulla riapertura del "Palaghiaccio" e quindi, siccome non ci fidiamo più di tanto, non vogliamo fare brutte figure».
«Mi dispiace ma la perdita economica, così come delle associazioni, è anche nostra - si difende il gestore - questi personaggi che alimentavano queste voci mi hanno spaventato ed in questa situazione non si poteva più andare avanti. Abbiamo dovuto fare del "rumore" ma adesso il Comune è intervenuto per onorare gli impegni che avevamo chiesto da due anni e sui quali la precedente Amministrazione non ci aveva mai risposto».
Le imprese che eseguiranno i lavori hanno chiesto la disponibilità 24 ore 24 dell'impianto per poter rispettare i tempi. Alle ore 8 di giovedì 30 giugno inizieranno i lavori che interesseranno la pista in modo da permettere, i giorni successivi, di iniziare «a fare il ghiaccio», per il quale sono necessari almeno cinque giornate: «noi, per intanto - sottolinea ancora Renò - abbiamo aggiornato i "maniglioni antipanico" e gli estintori ed abbiamo eseguito i lavori sull'ascensore. Per quanto riguarda la parte elettrica abbiamo proceduto alla sostituzione di alcuni cavi dell'impianto principale che, quando organizzavamo le grandi manifestazioni, si spegneva perché scaldava troppo. I cavi erano sottodimensionati ed alcuni si sono bruciati per questo».
Da parte dei rappresentanti delle associazioni arrivano richiesta di garanzie scritte sull'apertura del "Palaghiaccio" oltre che la presa d'atto, a posteriori, di aver pattinato per due anni, senza avere alcuna copertura assicurativa (la mancanza del "certificato di prevenzione incendi" rende inefficace ogni assicurazione): «se avessi voulto speculare su questa situazione - conclude il gestore - non avrei mai aperto ed avrei cercato lo scontro con il Comune, che mi avrebbe anche dato, vista la situazione, il "Palaghiaccio" gratis. Invece, da subito, su richiesta degli utenti, abbiamo cercato di rendere agibile la pista, facendo il ghiaccio con l'impianto ed i macchinari guasti, in modo tale da offrire i servizi richiesti, confidando che, in tempi rapidi, i gravi problemi che avevamo scoperto, sarebbero stati risolti dal Comune. Invece nulla, nessuna risposta alle nostre richiesta e, quando abbiamo cercato di richiamarli alle loro responsabilità, abbiamo anche dovuto subire l'arroganza di alcuni dirigenti. Vista la situazione non era più possibile andare avanti così».
ultime notizie
- Circuito nazionale di downhill:Oscar Harnstrom secondo nella prima prova Gravitalia
- Quarantaduesima edizione Nove colli di Cesenatico, numerosi i valdostani partecipanti alla granfondo su strada
- Cross Country:medaglia d'oro per Marco Nicoletti, Alessandro Saravalle s'impone in Coppa Italia e terzo Davide Aresca
- I valdostani in seconda posizione nella seconda prova di Coppa Italia di mountain bike dominata dalla Lombardia
- A Cervinia Andrey Amador vince la 14esima tappa del "Giro d'Italia", Ryder Hesjedal torna in maglia rosa